avv. Giuseppe Marino

In caso di inerzia del curatore fallimentare, il contribuente dichiarato fallito ha il diritto di impugnare gli atti impositivi fiscali; e ha diritto a ricevere la notifica degli atti anteriori alla dichiarazione di fallimento.

In caso di inerzia del curatore fallimentare, il contribuente dichiarato fallito ha il diritto di impugnare gli atti impositivi fiscali. Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza n. 11287/2023, a SS. UU.., affermando il seguente principio: “in caso di rapporto d’imposta i cui presupposti si siano formati prima della dichiarazione di fallimento, il contribuente dichiarato […]

In caso di inerzia del curatore fallimentare, il contribuente dichiarato fallito ha il diritto di impugnare gli atti impositivi fiscali; e ha diritto a ricevere la notifica degli atti anteriori alla dichiarazione di fallimento. Leggi tutto »

L’avviso di presa in carico è atto impugnabile con ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria.

La CGT di I grado di Roma, con la sentenza n.  1959/2024, ha ritenuto ammissibile il ricorso proposto avverso un avviso di accertamento, mai ritualmente notificato al contribuente e conosciuto solo a seguito della successiva notifica dell’avviso di presa in carico della riscossione da parte di ADER. Nel merito, poi, non avendo l’Amministrazione finanziaria provato la

L’avviso di presa in carico è atto impugnabile con ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria. Leggi tutto »

E’ nulla la notifica di un avviso di accertamento a mezzo posta in mancanza di esibizione della “cad” (comunicazione di avvenuto deposito).

Nuova vittoria del contribuente in Cassazione, che ottiene l’annullamento di un avviso di accertamento per difetto di notifica. Con l’ord. n. 6352/2024 (qui scaricabile) la Suprema Corte, nell’accogliere il ricorso del contribuente, ha richiamato il principio già affermato dalle Sezioni Unite con la sentenza 10012 del 15.4.2021 secondo il quale: “in tema di notifica di un atto

E’ nulla la notifica di un avviso di accertamento a mezzo posta in mancanza di esibizione della “cad” (comunicazione di avvenuto deposito). Leggi tutto »

Dipendenti di Ambasciate, Consolati, FAO e Missioni Diplomatiche: la CGT di II del Lazio accoglie appello e dichiara spettante l’esenzione IRPEF sullo stipendio.

Un’importantissima sentenza di recente emessa dalla Corte di Giustizia Tributaria di II grado del Lazio (sent. n. 6463/2022, depositata il 29.12.2022, in un giudizio patrocinato dallo scrivente avvocato tributarista Giuseppe Marino), ha accolto l’appello di una dipendente di una missione diplomatica presso la FAO, dichiarando spettante l’esenzione generale dello stipendio dall’IRPEF, in applicazione dell’art. 49

Dipendenti di Ambasciate, Consolati, FAO e Missioni Diplomatiche: la CGT di II del Lazio accoglie appello e dichiara spettante l’esenzione IRPEF sullo stipendio. Leggi tutto »

Spetta l’agevolazione “prima casa” anche in caso di prepossidenza di altro immobile “inidoneo” alle esigenze familiari.

La sentenza in commento (Corte di Giustizia Tributaria di II grado del Lazio, sent. n. 5025/2022 – qui scaricabile), emessa in un giudizio patrocinato dallo scrivente avvocato tributarista Giuseppe Marino, rappresenta una importante vittoria del contribuente sul tema della spettanza della “agevolazione prima casa”, anche nell’ipotesi di prepossidenza di altro immobile nello stesso Comune di

Spetta l’agevolazione “prima casa” anche in caso di prepossidenza di altro immobile “inidoneo” alle esigenze familiari. Leggi tutto »

La rinuncia all’eredità ha effetto retroattivo e rende illegittima qualunque pretesa del Fisco in tema di imposta di successione.

La Corte di Cassazione ha chiarito una questione spesso discussa, ovvero se il chiamato all’eredità che abbia presentato la dichiarazione di successione e poi abbia ricevuto dall’Agenzia delle Entrate l’avviso di liquidazione dell’imposta, divenuto definitivo per mancata impugnazione, debba pagare o meno l’imposta di successione se, in seguito, ed entro il termine dei 10 anni

La rinuncia all’eredità ha effetto retroattivo e rende illegittima qualunque pretesa del Fisco in tema di imposta di successione. Leggi tutto »

Avviso di accertamento per il 2015 nullo se emesso e protocollato dopo il 31.12.2020.

La Commissione Tributaria Provinciale di Viterbo interviene a dirimere una spinosa questione sui termini decadenziali relativi alla notifica degli avvisi di accertamento per il periodo d’imposta 2015 (CTP di Viterbo, sent. n. 181 dell’11.4.2022 – qui scaricabile, emessa in un giudizio patrocinato dallo scrivente avvocato tributarista Giuseppe Marino). Ed invero, come è noto, i termini

Avviso di accertamento per il 2015 nullo se emesso e protocollato dopo il 31.12.2020. Leggi tutto »

Anche nel caso di accesso presso lo studio del commercialista deve essere rispettato il termine minimo di 60 giorni per emettere l’avviso di accertamento.

Con l’interessante sentenza n. 10352/2022 (qui scaricabile), la Corte di Cassazione ha precisato che il termine perentorio di 60 giorni prima dell’emissione dell’atto impositivo debba essere rispettato dall’Agenzia delle Entrate anche se l’accesso per l’acquisizione della documentazione da controllare sia avvenuto soltanto presso lo studio del commercialista che deteneva delle scritture contabili. In particolare, la

Anche nel caso di accesso presso lo studio del commercialista deve essere rispettato il termine minimo di 60 giorni per emettere l’avviso di accertamento. Leggi tutto »

Società estinte: la norma sull’”ultravita” fiscale ex d.Lgs. n. 174/2014 non è retroattiva.

Come è noto, l’art. 28, comma 4, d.Lgs. n. 175/2014 (entrato in vigore il 13.12.2014), dispone che “Ai soli fini della validità e dell’efficacia degli atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi e contributi, sanzioni e interessi, l’estinzione della società di cui all’articolo 2495 del codice civile ha effetto trascorsi cinque anni dalla

Società estinte: la norma sull’”ultravita” fiscale ex d.Lgs. n. 174/2014 non è retroattiva. Leggi tutto »

Se il contribuente prova l’impedimento in contenzioso, dovuto anche a negligenza o imperizia nella conservazione, possono venire riammessi i documenti non prodotti al Fisco in sede di controllo.

Con la recente interessante ordinanza n. 3770/2022 (qui scaricabile), la Corte di Cassazione ha affermato che il divieto di produrre in giudizio i documenti richiesti dall’Agenzia delle Entrate in sede di controllo (ex art. 32, d.P.R. n. 600/1973, e art. 52. d.P.R. n. 633/1972), si applica solo in presenza di un comportamento doloso del contribuente.

Se il contribuente prova l’impedimento in contenzioso, dovuto anche a negligenza o imperizia nella conservazione, possono venire riammessi i documenti non prodotti al Fisco in sede di controllo. Leggi tutto »