avv. Giuseppe Marino

Estratto di ruolo non impugnabile: incostituzionalità e immoralità del recente divieto imposto per legge.

Le Commissioni Finanze e Lavoro del Senato hanno approvato lo scorso 30 novembre 2021 l’emendamento n. 6.0.16 del Senatore Pittella (PD) che, apportando una modifica all’art. 12 del DPR n. 602/73, ha aggiunto il comma 4 bis, andando ad introdurre la non impugnabilità, da parte del contribuente, dell’estratto di ruolo e della cartella di pagamento, […]

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La cartella di pagamento è nulla se non contiene il calcolo degli interessi per ciascuna annualità d’imposta.

Con la recente sentenza n. 10481/2018 del 3 maggio 2018, la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione ha confermato l’orientamento della stessa Corte circa la necessità che la cartella di pagamento sia adeguatamente motivata in ordine agli interessi di mora maturati sul debito tributario affinché il contribuente possa essere in grado di verificare agevolmente la

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Iscrizione ipotecaria e relative cartelle di pagamento annullate in mancanza della preventiva comunicazione di Equitalia.

La CTP di Roma, con la sentenza n. 13379/30/18, depositata il 4.7.2018 (in una causa patrocinata dallo scrivente avvocato tributarista Giuseppe Marino, qui prelevabile), ha dichiarato illegittima l’iscrizione ipotecaria effettuata dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione (all’epoca Equitalia) su di un appartamento del contribuente, e ciò in quanto l’iscrizione ipotecaria non sarebbe stata preceduta dall’obbligatorio invio

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Agevolazione prima casa comunque spettante se si possiede nello stesso Comune un altro immobile considerato “non idoneo” all’uso abitativo. Così afferma la Cassazione.

Con la recente sentenza della Cassazione n. 27376/2017 del 13 settembre 2017, sono stati ribaditi alcuni consolidati principi in materia di agevolazioni cd. “prima casa” che – come sottolineato dalla stessa Cassazione – costituiscono ormai ius receptum ella giurisprudenza di legittimità. Come noto, il beneficio fiscale di cui trattasi consiste nell’applicazione, rispettivamente, delle imposte di

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Imposta di registro. È nullo l’avviso di rettifica emesso con riferimento generico agli “atti di comparazione” di immobili situati nella stessa zona.

Molto spesso accade che dopo aver acquistato un immobile ad uso abitativo o commerciale, l’Agenzia delle Entrate contesti il valore della compravendita dichiarato dalle parti. In un gran numero di accertamenti fiscali, tra l’altro, il prezzo dell’immobile compravenduto viene rettificato e aumentato solo sulla base del confronto effettuato dall’Erario con altri immobili asseritamente similari compravenduti

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Nullo l’avviso di accertamento in assenza di valida delega del Direttore Provinciale alla sottoscrizione da parte del funzionario preposto.

E’ spesso prassi dell’Agenzia delle Entrate emettere un avviso di accertamento o un avviso di liquidazione sottoscritto da un funzionario su delega – in genere – del Direttore Provinciale o del Capo Ufficio. In tali ipotesi, come più volte rilevato dalla Corte di Cassazione (cfr. sent. n. 24492/2015, n. 22803/2015 e, più di recente, n.

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Nulli gli accertamenti catastali con motivazione “a stampone”. La CTR di Roma accoglie le ragioni del contribuente.

La segnalazione dell’orientamento giurisprudenziale della Corte Suprema di Cassazione in merito all’obbligo di motivare gli avvisi di accertamento catastali emessi ex art. 1, comma 335, L. n. 311/2004, si rende quanto mai opportuna e necessaria poiché essa conduce a ritenere la radicale nullità degli avvisi di accertamento catastale con motivazione meramente stereotipata (c.d. motivazione “a

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La decadenza dall’agevolazione “prima casa” per non aver trasferito la residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile entro i termini previsti dalla legge, legittima il contribuente ad effettuare un altro “primo acquisto” agevolato.

La decadenza dall’agevolazione “prima casa” per non aver trasferito la residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile entro i termini previsti dalla legge, legittima il contribuente ad effettuare un altro “primo acquisto” agevolato. Questa è la decisione resa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Roma in occasione della sentenza n. 19594/2018 del 26 novembre 2018,

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E’ nulla la notifica di una cartella di pagamento per “irreperibilità assoluta” in mancanza di idonee ricerche del destinatario.

La Commissione Tributaria Provinciale di Roma (sent. n. 10827/2021 del 7.10.2021, in un giudizio patrocinato dallo scrivente avvocato tributarista Giuseppe Marino – scarica qui il testo) ha accolto il ricorso di un contribuente avverso varie cartelle di pagamento per nullità della notificazione. I) La questione preliminare. In particolare, in primo luogo i Giudici romani hanno

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Detraibile l’IVA anche in presenza di operazioni inesistenti se il cedente l’ha versata.

Detraibile l’IVA anche in presenza di operazioni inesistenti se il cedente l’ha versata. Risulta infatti escluso il danno erariale. E’ questo l’interessante principio espresso dalla Cassazione con l’ordinanza n. 26615/2021 (qui scaricabile). Nell’ambito di un’operazione infragruppo, era stata contestata alla società cessionaria la detrazione dell’IVA su fatture emesse dalla cedente ritenute afferenti ad operazioni inesistenti.

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