Una recente pronuncia della Corte di Cassazione (sent. 28 dicembre 2025, n. 34444) ha riacceso il dibattito sulla competenza del Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate in materia di accertamento. Secondo la Suprema Corte, il Centro di Pescara svolgerebbe prevalentemente funzioni di controllo e istruttoria, senza essere legittimato alla notifica degli atti impositivi. Ne consegue che un avviso di accertamento emesso e notificato da tale struttura potrebbe risultare annullabile per violazione della competenza territoriale, strettamente collegata al domicilio fiscale del contribuente.
L’orientamento espresso non è tuttavia privo di profili critici. La normativa di riferimento, infatti, attribuisce alle articolazioni dell’Agenzia delle Entrate anche poteri accertativi, ponendo interrogativi sull’effettiva portata dei limiti individuati dalla Cassazione. Resta comunque fermo, sul piano processuale, che la legittimazione a stare in giudizio spetta alla Direzione provinciale competente in base al domicilio fiscale del contribuente, con evidenti ricadute difensive in sede contenziosa (un eventuale ricorso, quindi, andrebbe notificato a tale Direzione Provinciale e non al Centro Operativo di Pescara).
La decisione conferma l’importanza di verificare attentamente la competenza dell’ufficio emittente, trattandosi di un profilo idoneo a incidere sulla validità stessa dell’atto di accertamento.
Avv. Giuseppe Marino – Avvocato tributarista, patrocinante in Cassazione
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