La cartella di pagamento spedita da Equitalia al destinatario “sconosciuto” è nulla in mancanza degli adempimenti previsti dall’art 140 c.p.c. per la notifica degli atti ai soggetti temporaneamente irreperibili

11 luglio 2017

Questo è il condivisibile principio affermato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Roma che, con sent. n. 11629/17 (in accoglimento di un ricorso tributario proposto dall'Avv. Giuseppe Marino, scaricabile qui),nell’esaminare la notifica di una cartella di pagamento effettuata a mezzo posta presso il domicilio del contribuente, ritenuto “sconosciuto” dal messo postale, ha dichiarato la cartella non ritualmente notificata e conseguentemente nulla, in mancanza degli adempimenti previsti dall’art 140 c.p.c. in caso di irreperibilità relativa del destinatario.

 

Secondo i Giudici, “Dalla documentazione prodotta da Equitalia, infatti, non emerge l’avvenuto inoltro delle raccomandate informative, rilevanti ai fini del perfezionamento del procedimento notificatorio.

 

Orbene, la notifica della cartella ex art. 140 c.p.c. si perfeziona attraverso: a) il deposito di copia dell'atto, da parte del notificatore, nella casa del Comune dove la notificazione deve eseguirsi; b) l'affissione dell'avviso di deposito, in busta chiusa e sigillata, alla porta dell'abitazione o dell'ufficio o dell'azienda del destinatario; c) la comunicazione, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, dell’avvenuto deposito nella casa comunale.

 

Tali adempimenti, come specificato dall’univoca giurisprudenza (C. Cass. Sez. Trib., n. 11713 del 2011) concorrono congiuntamente al perfezionamento della notificazione, con la conseguenza che in caso di omissione di anche solo uno dei tre adempimenti deve escludersi tale perfezionamento.

 

In particolare, deve concludersi per la nullità della notificazione ove non emerga la prova della ricezione della raccomandata da parte del destinatario.”.

 

Nel caso esaminato, Equitalia si era limitata a prendere atto della mancata notifica della cartella di pagamento al contribuente, il quale era risultato inspiegabilmente “sconosciuto” presso l’indirizzo di quella che avrebbe dovuto essere, invece, la sua abitazione.

 

Nonostante l’esito negativo della notifica, Equitalia si era astenuta dal compiere ulteriori atti o tentativi, al fine portare la cartella nell’effettiva conoscenza e disponibilità del destinatario.

 

Ebbene, ancor prima di indagare le ragioni dell’irreperibilità del contribuente asseritamente “sconosciuto”, la Commissione adita ha opportunamente rilevato la nullità a monte del processo notificatorio in quanto la cartella era stata notificata in palese violazione del disposto di cui all’art. 140 c.p.c.

 

Ai sensi della citata norma, infatti, qualora non sia possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto del destinatario o delle persone abilitate a ricevere la notifica, l’agente notificatore deve procedere (i) al deposito dall’atto presso la casa comunale, (ii) all’affissione dell’avviso di deposito alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario e (iii) all’invio di un’apposita raccomandata informativa con ricevuta di ritorno, affinché al destinatario sia data notizia dell’avvenuto deposito dell’atto.

 

Nessuna notifica può ritenersi avverata mediante il semplice invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno e con l’indicazione, nella relata di notificazione, che il destinatario risulta “sconosciuto” all’indirizzo indicato.

 

Come puntualizzato dai Giudici, la notifica si perfeziona soltanto attraverso l’ultimo degli adempimenti previsti dall’art. 140 c.p.c., ovvero con la spedizione della seconda raccomandata informativa “che perfeziona l’effetto di conoscibilità legale nei confronti del destinatario”.

 

Tale precisazione non è di poco conto, considerato che la notifica è validamente eseguita decorso il decimo giorno successivo all’invio della suddetta raccomandata informativa e, quindi, da tale data inizierà a decorrere il termine di sessanta giorni per la proposizione del ricorso al fine di impugnare la cartella davanti alla competente Commissione Tributaria.

 

Inoltre, l’onere di provare il corretto espletamento dell’iter notificatorio grava, nel caso de quo, su Equitalia, la quale è tenuta altresì a conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relativa relata di notificazione (art. 26 del d.P.R. n. 602/1973).

 

In mancanza di tale prova, come nel caso di specie, la notifica non potrà che considerarsi nulla, con la conseguente nullità della cartella e della pretesa impositiva in essa contenuta.

 

In conclusione, si può osservare che il principio affermato dalla sentenza in commento appare senz’altro corretto e conforme all’insegnamento della Corte Costituzionale secondo la quale l’art. 140 c.p.c. deve applicarsi anche nell’ipotesi di irreperibilità relativa del destinatario di una cartella esattoriale (sent. n. 258 del 22 novembre 2012).

 

Non solo, l’art. 140 c.p.c. trova applicazione, come noto, in relazione a tutti gli atti e avvisi che per legge devono essere notificati al contribuente (quali gli avvisi di accertamento, gli avvisi di irrogazione di sanzioni, intimazioni di pagamento, cartelle esattoriali, preavviso di iscrizione di fermo amministrativo e di ipoteca, etc.), per cui la notifica anche di tali atti al destinatario “sconosciuto” dovrà considerarsi “nulla” (o meglio, radicalmente “inesistente”) laddove manchi anche soltanto uno dei tre adempimenti prescritti dalla norma.

 

Avv. Giuseppe Marino

Avvocato tributarista cassazionista in Roma

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