E' onere di Equitalia provare la regolarità della notifica della cartella di pagamento.

29 maggio 2017

Grava sull'Agente della Riscossione l'onere di provare la regolare notificazione della cartella di pagamento posta a base dell'iscrizione ipotecaria contestata. 

E’ questo il principio sancito dalla recente sentenza della Corte di Cassazione n. 6887/2016 che, peraltro, ha chiarito che il suddetto onere può ritenersi assolto solo nel caso in cui l’Agente della Riscossione - nella fattispecie Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A. - sia in grado di produrre in giudizio la relata di notificazione della cartella di pagamento, ovvero l'avviso di ricevimento della raccomandata postale, essendo esclusa la possibilità di ricorrere a documenti equipollenti, quali, ad esempio, registri o archivi informatici dell'Amministrazione finanziaria o attestazioni dell'ufficio postale. In assenza di tali produzioni, l'onere probatorio posto a carico di Equitalia non risulta essere assolto, conseguendone la nullità del procedimento notificatorio e, di conseguenza, della cartella di pagamento.

Detta sentenza, in particolare, si esprime nei condivisibili termini che seguono: “gravava sull'esattore l'onere di provare la regolare notificazione delle cartelle di pagamento poste a base dell'iscrizione ipotecaria contestata, tale onere doveva essere assolto mediante produzione in giudizio della "relata" di notificazione, ovvero dell'avviso di ricevimento "essendo esclusa la possibilità di ricorrere a documenti equipollenti, quali, ad esempio, registri o archivi informatici dell'Amministrazione finanziaria o attestazioni dell'ufficio postale" (Cass. n. 23213 del 31/10/2014). Salva l'applicabilità - qui non ricorrente, ed anzi nemmeno invocata da Equitalia - "del principio del raggiungimento dello scopo, in virtù del quale si determina uno spostamento dell'"onus probandi", gravando sulla parte, che abbia dimostrato di conoscere l'atto e che intenda far valere in giudizio un diritto il cui esercizio è assoggettato a termine di decadenza, l'onere di dimostrare la diversa data di ricezione dell'atto e la tempestività della pretesa".

In assenza di tali produzioni, la Cassazione ha quindi ritenuta corretta l'affermazione della Commissione Tributaria Regionale circa ilmancato assolvimento dell'onere probatorio relativo da parte di Equitalia.

Prosegue poi la Cassazione affermando quanto segue: "Nè quest'ultima (Equitalia, n.d.r.) potrebbe fondatamente avvalersi del disposto di cui alla D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 5, di cui si lamenta la violazione o falsa applicazione.

Questa disposizione, nello stabilire che "l'esattore deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso di ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione" non enuclea un'ipotesi di esenzione, oltre il quinquennio, dall'onere della prova a vantaggio del concessionario, limitandosi a stabilire che quest'ultimo conservi la prova documentale della cartella notificata a soli fini di esibizione al contribuente o all'amministrazione. Ciò non toglie che, per le esigenze connaturate al contenzioso giurisdizionale, trovino pieno e continuativo vigore - se necessario, anche oltre i cinque anni - le disposizioni generali sul riparto e sul soddisfacimento dell'onere probatorio; con la conseguenza che il concessionario sarà comunque tenuto, indipendentemente dal suddetto obbligo di conservazione nel quinquennio, a fornire in giudizio la prova della notificazione della cartella: una cosa essendo l'obbligo di conservazione a fini amministrativi, organizzativi ed ispettivi, e tutt'altra l'osservanza dell’art. 2697 c.c. non derogato dalla norma speciale” (in tal senso anche Corte di Cassazione, sent. n. 4798 2017; Corte di Cassazione, sent. n. 23048/2016; Corte di Cassazione, sent. n. 23213/2014)".

Detto condivisibile orientamento è stato inoltre di recente confermato dalla sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Napoli n. 11138/2016, che si è espressa nei termini che seguono: In tema di notifica della cartella esattoriale ex art. 26, primo comma, seconda parte, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, la prova del perfezionamento del procedimento di notificazione e della relativa data deve essere assolta mediante la produzione dell'avviso di ricevimento, essendo esclusa la possibilità di ricorrere a documenti equipollenti, quali, ad esempio, registri o archivi informatici dell'Amministrazione finanziaria o attestazioni dell'ufficio postale, salva l'applicabilità del principio del raggiungimento dello scopo, in virtù del quale si determina uno spostamento dell'"onus probandi", gravando sulla parte, che abbia dimostrato di conoscere l'atto e che intenda far valere in giudizio un diritto il cui esercizio è assoggettato a termine di decadenza, l'onere di dimostrare la diversa data di ricezione dell'atto e la tempestività della pretesa".

In conclusione, alla luce delle suesposte sentenze, appare evidente che Equitalia è comunque obbligata non solo a fornire prova circa l’avvenuta regolare notificazione della cartella di pagamento ma, ai fini del regolare assolvimento dell’onere probatorio di cui all’art. 2697 c. c., deve produrre la documentazione idonea in sede giudiziale, non essendo ammessa alcuna documentazione sostitutiva o equipollente alla relata di notifica della cartella o all'avviso di ricevimento.

 

Avv. Giuseppe Marino                                                                                                     

Avvocato tributarista in Roma - Patrocinante in Cassazione

Studio di consulenza fiscale e tributaria Avv. Giuseppe Marino

 

Proponi un quesito o richiedi un appuntamento  per una consulenza legale tributaria su questo argomento allo

Studio Legale Tributario Marino

Via Ruffini 2/a - 00195 Roma - Tel. 06/3217567 - 06/3217581

www.studiomarino.net

 g.marino@studiomarino.net

 

 

Archivio news